LA CUMPAGNIA DI NOST
Nell’autunno del 1982, un ristretto gruppo di canzesi si trovò a lavorare attorno ad un’iniziativa che si concretizzò poi nei due anni successivi: la stesura di una mappa del territorio di Canzo, ove fossero riportati gli antichi toponimi.
Attorno a quel nucleo originario si coagulò spontaneamente una nutrita schiera di persone che si riconoscevano nei principi e negli obiettivi che man mano si delineavano; si formò insomma un gruppo e quando si trattò di definirlo emerse la considerazione che si trattava di una compagnia unita attorno a competenze e conoscenze specifiche messe a disposizione di tutti, con il massimo rispetto reciproco e con il piacere di stare insieme e di arricchirsi vicendevolmente. Un gruppo spontaneo ma coeso senza troppe regole, secondo la nostra tradizione, secondo le nostre abitudini: una compagnia, a farla breve, delle nostre, una Cumpagnia di Nost.
La Cumpagnia di Nost annovera, fra i suoi membri, persone di varia cultura, istruzione, età e competenza che concorrono con identico impegno a perseguire gli scopi precipui dell’associazione: il recupero e la difesa della cultura locale nei suoi vari aspetti quale elemento di confronto e apertura alle altre comunità. Si affida con fiducia a San Mir da Canz, conosciuto come santo dell’acqua, il cui stile di vita essenziale e rispettoso della natura incarna molto bene i valori proposti e difesi dalla Cumpagnia di Nost.
LA NOSTRA STORIA
Il giorno 8 Luglio 1984, in un’antica corte del centro storico, venne ufficialmente presentata al pubblico, riportando i toponimi dialettali, alcuni dei quali di antica origine, un documento che non poteva che assumere una denominazione espressa in dialetto: Mapa di sitt.
In occasione della redazione del nuovo Piano Regolatore Generale fu effettuata una ricerca, basata su testimonianze orali di coloro, paisan, buschiröö e alpée, che avevano utilizzato la montagna per anni e avevano tratto sostentamento dall’economia del bosco, che portò alla stesura della mappa.
L’iniziativa riscosse un grande successo, stimolò in molti la conoscenza del proprio territorio e favorì il recupero di altri elementi propri della comunità canzese e significativi per la sua identità.
Alla Mapa di sitt si affiancarono la Mapa di löch e la Mapa dal paes vecc, realizzate negli anni successivi con la medesima metodologia; i documenti venivano presentati in occasione della Festa di Nost, che ogni anno, agli inizi di Settembre, univa alla componente culturale e di ricerca quella festosa, con il recupero di antiche prove di forza e di malizia (salita della Cuccagna, Tai dala bura, Tir da la corda) che vedevano contrapposti i rappresentanti di varie associazioni canzesi. Ad ogni Festa di Nost si accompagnava la presentazione del Librett, che affrontava di anno in anno temi e argomenti legati alla tradizione contadina ed espressi prevalentemente in dialetto. Tra gli obiettivi fondamentali del gruppo vi era infatti il recupero e la diffusione della parlata locale che venne e viene tuttora ampiamente usata e valorizzata nelle iniziative della Cumpagnia di Nost.
LE NOSTRE INIZIATIVE “QUEL CA’ FEM”
GIUBIANA
Il primo rito, per il quale ci siamo rigorosamente attenuti alla tradizione con un recupero dell’antico spirito della festa di fine inverno, è stato oggetto di ricerca storica che si trasformerà in una pubblicazione nel prossimo futuro.
Antico rito della cultura rurale, secondo una tradizione tipica delle terre di Brianza ove, bruciando come in un rito di purificazione il fantoccio della Giubiana, si propiziava simbolicamente l’andamento della stagione futura. Il rito si compie l’ultimo Giovedì di Gennaio, in concomitanza con i trìi dì da la merla, i più freddi dell’anno, con un grande falò: dal modo in cui bruciava e dalle modalità di diffusione del fumo si traevano auspici di buona o cattiva fortuna.
La Giubiana, vecchia e brutta come la stagione trascorsa, viene accompagnata per le vie del centro storico con un corteo di simbologie rurali rumoroso e festante (i bagaj fan rebelott) ed al suono lugubre dei tamburi.
L’atmosfera del corteo è resa suggestiva dal buio, dalla luce delle fiaccole e dai personaggi simbolici:
» i pumpier in bicicleta che aprono il corteo, curano la sicurezza e i pericoli del fuoco,
» i corni dal bech e i cilostar che portano i simboli (fiàcul) della luce che vince l’oscurità,
» il pastur ca suna ‘l cornu,
» i buschirö con gli attrezzi per l’antico lavoro invernale del bosco ancora praticato in paese,
» il caratteristico carett cun l’asan di paisan, che trasporta la Giubiana custodita dal boia,
» al Barbanera cui pianètt dala furtüna, come nelle antiche feste di paese,
» i bagai, bei e brüt, bun e gram, con il volto colorato di bianco o di nero, simboli del positivo e del negativo: i bun con il suono delle campane invocano le forze del bene e i gram con il frastuono di toll e cuerc scacciano il negativo e la malasorte,
» i Regiu vestiti cul capèl e ‘l tabar, che rappresentano gli anziani sapienti del paese,
» l’aucat di caus pers, i testimoni dal prucèss e la cumar dala Cuntrada,
» i Scarenej, in segno di amicizia e ospitalità con il vicino paese,
» i stria picitt ca fan strimì cun la magìa ... e i diauj dala bela vus che cantano l’ode alla Giubiana,
» l’om Selvadigh, antichissimo simbolo della cultura alpina che vive in armonia con il bosco e che conosce i segreti della natura, arriva dal silenzio delle selve del Cimìn da Ténura,
» l’Anguana, misteriosa fata benefica, simbolo d’acqua come elemento vitale femminile, che vive nascosta al Cepp da l’Angua,
» l’Urzu, che esce dalla tana ala Crota dal Bavèsc, simbolo della forza istintiva dei cicli della natura che non può essere domata,
» al casciadur ca duma e fa balà l’urzu,
» la musica popolare e il Baghèt,
» il ritmo dei tamburi che segue i tempi del corteo e del prucess,
» la gente con le fiaccole, che segue spontaneamente il corteo.
FIERI DELLA BIOFERA
Il 1988 fu un anno particolare nel quale vide la luce l’ iniziativa che sarebbe diventata, nel tempo, momento di massimo impegno ma anche di grande stimolo e soddisfazione per l’intero gruppo: la Biofera grande festa della cultura biologica che occupa il secondo fine settimana di settembre.
La Biofera ricalca, nei principi e nello spirito, un’analoga iniziativa che si tiene a Rouffach, in Alsazia, località alla quale siamo legati da vincoli di amicizia e collaborazione. La nostra Biofera, attestata ormai su alcune migliaia di visitatori nei due giorni di apertura, costituisce un appuntamento fisso per questo pubblico molto qualificato e interessato agli aspetti commerciali (piccoli produttori agricoli e piccoli artigiani provenienti, su invito, da tutta Italia), a quelli di gioco e di festa (soprattutto per i bambini), a quelli culturali, espressi negli Incontrinfera e a quelli tradizionali (cantùn di Nost), senza contare i piacevoli intermezzi di musica popolare e di utilizzo delle cucine nelle varie espressioni (tradizionale, macrobiotica, vegetariana) tutte a base di alimenti biologici.
Frutto dell’intensa esperienza culturale della tradizionale “Festa di Nost”, la Biofera è un momento di incontro con le cose, la cultura e l’anima degli altri, per cercare di capire la propria e tentare di dare un significato più profondo all’esistenza; un momento di condivisione, nella pienezza del termine, e quindi un’opportunità di approccio con un nuovo, o antico, modo di vivere in rapporto con la natura, l’alimentazione, la medicina naturale; un momento di festa non come divertimento fine a se stesso, ma come partecipazione gioiosa, consapevole e semplice.
In contrapposizione alla cultura consumistica, la Biofera tenta di creare un’unione con la natura e l’ambiente, e quindi con l’uomo, attraverso percorsi che toccano:
» la sfera dell’ambiente;
» la sfera dei rapporti interpersonali;
» la sfera della sensibilità individuale.
Al di fuori dei canali commerciali del biologico, la Biofera propone infinite alternative per il domani dell’agricoltura, della salute, dell’ambiente e delle relazioni tra gli uomini: ogni anno gli organizzatori scoprono e presentano nuovi produttori diretti e creano contatti con terapeuti, bioarchitetti e nuove figure epocali di riferimento.
La Biofera non è l’incontro di un fine settimana, ma un cammino che dura tutto l’anno.
La Biofera si svolge in un piccolo contesto sociale, “il villaggio”, che, consapevole del fatto che i problemi dell’uomo moderno sono generati dalla società attuale, tenta di superare il “male di vivere” per recuperare la “vita umana” dal punto di vista spirituale, culturale e sociale.
Il messaggio della Biofera è quello di ricercare una vita più armoniosa con l’ambiente e meno individualistica, un rapporto più umano con il mondo.
“VIA CRUCIS” - “FESTA DEL SOLE” - “CARGAA’ I ALP” - “AL MAGG”
Una stagione che vede concretizzarsi altre iniziative è la primavera. La Cumpagnia di Nost partecipa ai riti del Venerdì Santo mediante l’allestimento di una stazione della via Crucis, mentre ai primi di Maggio il ritorno pieno all’attività agropastorale viene ricordato con
l’iniziativa del CARGAA’ I ALP. Partendo dalla piazèta da san Mirett, posta all’inizio delle strade che conducono ai monti, si raggiunge l’ultimo degli alpeggi, al Terz Alp, oggi accogliente agriturismo, con un percorso attraverso i boschi di anno in anno modificato e ben approfondito nei suoi aspetti ambientali e culturali (insediamenti abitativi, colture, storia dei luoghi, toponimi dialettali).
La celebrazione della Primavera si manifesta altresì nella riscoperta dell’antico rito rurale del Magg, che nella simbologia di un albero sempreverde tagliato dai giovani
nel bosco, viene decorato ed innalzato nella pubblica piazza, con una cerimonia festosa e significativa.
L’estate è festeggiata in concomitanza alla data della festa tradizionale del 2 agosto (la festa del Sole, antica festa di Oman) con l’omaggio al Re di Alp, figura simbolica che sovrintende alla natura e ai suoi ritmi; la giornata, realizzata in collaborazione con l’Ente Regionale Foreste (ERSAF), è caratterizzata da momenti culturali e ludici e ambientata nella favorevole cornice della Prim’Alpe.
IL PERIODO NATALIZIO
Il periodo natalizio vede da anni la Cumpagnia di Nost presente nella realtà del paese con un presepio tradizionale che di volta in volta viene caratterizzato da situazioni di valore simbolico.
ll giro del paese al suono dei baghet bergamaschi, antenati della cornamusa, a cui si accompagnano i canti tradizionali, costituisce il momento di augurio della Cumpagnia alla cittadinanza. Più riservata invece la cerimonia della Vigilia, quando si bruciano alloro e ginepro nel camino della stalla dell’ultima corte agricola del centro storico e ci si ritrova poi per la cena col büsechin cui segue la tumbula dala Vigilia che, arricchita da indovinelli e quesiti rigorosamente in dialetto, costituisce l’evento simpatico e accomunante che chiude l’attività dell’anno.
LE ALTRE ATTIVITA’ DELLA CUMPAGNIA DI NOST
Accanto all’attività codificata e distribuita nell’arco dell’anno, esistono momenti di impegno legati ad esigenze o iniziative particolari: esempio eclatante la ricerca e tutto il corredo di iniziative che nel 2002 hanno condotto all’acquisizione, come stemma ufficiale della comunità canzese, di un antico stemma del 1400 legato all’attività di estrazione e lavorazione del ferro, che per secoli hanno caratterizzato l’economia di Canzo.
Visite guidate a musei o siti di particolare interesse contribuiscono ad approfondire le conoscenze storico-archeologiche del nostro territorio. Argomenti o aspetti particolari della nostra realtà vengono affrontati in maniera cordiale seppur rigorosa nelle annuali “cene a tema”.
L’esperienza maturata e le conoscenze acquisite in oltre vent’anni di attività costituiscono la base dell’esperienza didattica che il gruppo sta realizzando con istituti scolastici, contribuendo in tal modo ad avvicinare i ragazzi alla cultura locale nelle sue varie espressioni.
In ottemperanza al ruolo assunto dalla Cumpagnia nell’ambito della comunità, si è resa necessaria la stesura di un atto notarile di fondazione e di una Carta dei Principi, nella quale tra l’altro si definisce la figura di San Miro da Canz come protettore della Cumpagnia.
Le molteplici attività hanno reso inoltre necessaria una suddivisione dei compiti per cui nell’ambito della Cumpagnia si sono strutturate diverse realtà, con incarichi e competenze specifiche.
Comitato Biofera: gestisce tutto quanto attiene alla parte organizzativa della Biofera, sceglie gli espositori da invitare, si fa carico delle innovazioni, mantiene i necessari contatti con enti, istituzioni e gruppi interessati.
Gruppo di studio e ricerca storica: sviluppa le conoscenze e gli approfondimenti necessari per lo svolgimento coerente delle iniziative.
Gruppo di musica e canto popolare (Quij ca canta): attraverso un’attività di ricerca raccoglie ed esegue canti popolari; è stata avviata anche l’acquisizione di baghet, strumenti a fiato antenati della cornamusa e il cui utilizzo è ancora presente nelle valli bergamasche, dove peraltro vengono realizzate.
Gruppo logistico di gestione, controllo e manutenzione delle strutture e dei beni patrimoniali. Riferimento per tutte le attività dell’associazione è il Presidente, affiancato nel suo lavoro dal Cunsili di Regiuu e supportato da una Segreteria operativa.
Il recupero ed il ripristino di antiche fontane (Lazarett, contrada da Casarch, Segund Alp, in collaborazione con la sezione Cacciatori di Canzo e la funtana da San Mir), testimoniano concretamente il valore che il gruppo attribuisce all’acqua come bene prezioso della comunità.